Normativa regionale

Affitti brevi in Toscana: normativa e locazioni turistiche

Vuoi conoscere la normativa sugli affitti brevi in Toscana? Questa guida illustra come avviare una locazione turistica, gli obblighi di comunicazione al SUAP, i codici CIR e CIN, i requisiti di sicurezza, Alloggiati Web, i flussi turistici, l'imposta di soggiorno e i possibili limiti comunali.

Da verificare prima di iniziare
  • comunicazione o SCIA al SUAP;
  • registrazione dell'alloggio nei sistemi territoriali;
  • CIN e requisiti di sicurezza nazionali;
  • Alloggiati Web, flussi e imposta di soggiorno;
  • eventuali regole del Comune.

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Vuoi avviare una locazione turistica in forma non imprenditoriale in Toscana? Ascolta la nostra guida gratuita: scoprirai i principali adempimenti, dalla comunicazione al SUAP alla richiesta del CIR e del CIN, fino agli obblighi di sicurezza e alla tassazione.

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Guida audio alle locazioni brevi in Toscana

Come avviare una locazione turistica non imprenditoriale

Benvenuti su locazionibrevi.net.

In questa guida vi accompagneremo, passo dopo passo, nella procedura per avviare una locazione breve o turistica in forma non imprenditoriale nella Regione Toscana.

Vedremo quali comunicazioni presentare, come ottenere il codice identificativo regionale e quello nazionale, quali obblighi rispettare e come vengono tassati i redditi derivanti dalla locazione.

Primo passo. Verificare se è possibile operare come privato.

La locazione breve è un contratto di affitto di un immobile abitativo, di durata non superiore a trenta giorni.

Dal primo gennaio 2026, la normativa nazionale consente di destinare alla locazione breve, in forma non imprenditoriale, non più di due appartamenti per ciascun periodo d'imposta.

Il limite riguarda complessivamente gli appartamenti destinati a questa attività sull'intero territorio nazionale, non soltanto quelli situati in Toscana.

A partire dal terzo appartamento opera la presunzione legale di esercizio dell'attività in forma imprenditoriale, con i conseguenti adempimenti, tra cui la partita IVA e la presentazione della SCIA.

Occorre inoltre ricordare che il carattere imprenditoriale può emergere anche in presenza di altri elementi organizzativi, indipendentemente dal numero degli immobili.

Per le locazioni turistiche di durata superiore a trenta giorni, invece, la disciplina presenta alcune differenze.

Secondo passo. Presentare la comunicazione al SUAP.

Prima di iniziare, è necessario verificare che l'immobile sia utilizzabile per la locazione turistica e che siano rispettate le eventuali disposizioni comunali.

La Regione Toscana disciplina questa attività attraverso il Testo unico del turismo, contenuto nella legge regionale numero 61 del 2024, successivamente modificata.

Il proprietario, o comunque il soggetto che dispone legittimamente dell'immobile, deve effettuare una comunicazione telematica al SUAP competente per territorio, contestualmente all'inizio dell'attività locativa.

Il SUAP è lo Sportello Unico per le Attività Produttive.

La comunicazione viene presentata attraverso il portale regionale STAR e contiene i dati dell'alloggio, le caratteristiche dell'immobile, la capacità ricettiva e le informazioni relative alla sicurezza.

Per le locazioni non imprenditoriali si tratta di una comunicazione e non della SCIA prevista per l'attività imprenditoriale.

Terzo passo. Ottenere il CIR, il Codice Identificativo Regionale.

Il CIR è il codice che identifica l'alloggio nel sistema regionale della Toscana.

Nella fase transitoria prevista dalla Regione Toscana, oltre alla comunicazione obbligatoria al SUAP tramite STAR, è necessario effettuare anche l'autoregistrazione sul portale regionale dei servizi turistici.

Questa seconda procedura permette di ottenere il CIR, indispensabile per richiedere il successivo codice identificativo nazionale.

Se vengono locati due appartamenti, occorre effettuare gli adempimenti previsti per ciascuno di essi.

Quarto passo. Richiedere il CIN, il Codice Identificativo Nazionale.

Dopo aver ottenuto il codice regionale, il locatore deve accedere alla Banca Dati delle Strutture Ricettive, denominata BDSR, gestita dal Ministero del Turismo.

Attraverso questa piattaforma è possibile richiedere il CIN, utilizzando le modalità di autenticazione previste.

Il codice identificativo nazionale deve essere riportato negli annunci pubblicitari, anche quando l'immobile viene proposto attraverso piattaforme online.

Deve inoltre essere esposto all'esterno dello stabile, nel rispetto delle disposizioni applicabili e degli eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici.

Il CIN è obbligatorio anche per chi esercita l'attività in forma non imprenditoriale.

Quinto passo. Verificare i requisiti di sicurezza.

Gli immobili destinati alle locazioni brevi o turistiche devono rispettare specifici requisiti di sicurezza.

In particolare, devono essere presenti estintori portatili a norma di legge e, nei casi previsti, dispositivi funzionanti per la rilevazione di gas combustibili e monossido di carbonio.

L'obbligo dei rilevatori prevede specifiche eccezioni quando i relativi rischi sono certamente esclusi.

È importante verificare anche la sicurezza degli impianti e le condizioni generali dell'abitazione, nel rispetto delle norme applicabili.

Sesto passo. Comunicare gli ospiti e i flussi turistici.

Una volta avviata l'attività, il locatore deve rispettare gli obblighi relativi all'identificazione degli ospiti e alla comunicazione delle persone alloggiate alla Questura, attraverso il servizio Alloggiati Web della Polizia di Stato.

Devono inoltre essere trasmessi i dati relativi ai flussi turistici attraverso i sistemi previsti dalla Regione Toscana.

Se il Comune applica l'imposta di soggiorno, il locatore deve rispettare le relative disposizioni comunali, comprese le dichiarazioni e gli eventuali versamenti.

Questi obblighi sussistono anche quando l'attività viene svolta occasionalmente.

Settimo passo. Scegliere il regime fiscale: IRPEF oppure cedolare secca.

I redditi derivanti dalle locazioni devono essere dichiarati secondo le disposizioni fiscali vigenti.

Per una persona fisica che opera al di fuori dell'esercizio di impresa, possono essere applicabili due regimi principali.

Il primo è la tassazione ordinaria IRPEF, secondo le regole previste per il reddito derivante dalla locazione.

Il secondo è la cedolare secca, un regime fiscale opzionale che sostituisce, nei casi previsti, l'IRPEF e le relative addizionali sul reddito assoggettato a tale regime.

Per le locazioni brevi, la percentuale della cedolare secca è pari al ventuno per cento per un immobile individuato dal contribuente nella dichiarazione dei redditi.

Per un eventuale secondo immobile destinato alla locazione breve, la percentuale della cedolare secca è invece pari al ventisei per cento.

È importante valutare attentamente quale regime sia più conveniente, considerando la propria situazione fiscale e le caratteristiche dei contratti.

Per questo motivo è opportuno rivolgersi a un commercialista o a un professionista abilitato.

Ottavo passo. Rispettare gli obblighi anche dopo l'avvio.

L'attività di locazione turistica richiede attenzione anche dopo aver ottenuto i codici identificativi.

Eventuali variazioni dei dati comunicati e la sospensione dell'attività devono essere segnalate al SUAP entro quindici giorni.

La cessazione dell'attività deve essere comunicata entro trenta giorni.

È inoltre necessario controllare le disposizioni del Comune in cui si trova l'immobile, perché possono esistere ulteriori regole locali.

In conclusione.

Per avviare una locazione breve non imprenditoriale in Toscana, ricordate questi passaggi fondamentali:

Verificare i requisiti dell'immobile e i limiti previsti per l'attività privata.

Presentare la comunicazione al SUAP attraverso STAR. Effettuare l'autoregistrazione regionale e ottenere il CIR, secondo le procedure attualmente previste. Richiedere il CIN attraverso la piattaforma ministeriale.

Rispettare gli obblighi di sicurezza, identificazione degli ospiti, comunicazione dei flussi turistici e, quando dovuta, imposta di soggiorno.

Infine, dichiarare correttamente i redditi, scegliendo il regime fiscale applicabile.

Le disposizioni possono essere aggiornate nel tempo. Prima di iniziare l'attività, verificate sempre la normativa vigente e le indicazioni degli uffici competenti.

Grazie per aver ascoltato questa guida.

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L.R. Toscana 61/2024

Quadro normativo regionale

Il riferimento principale è la Legge regionale Toscana 31 dicembre 2024, n. 61, Testo unico del turismo, nel testo vigente. La disciplina regionale dedica un titolo specifico alle locazioni turistiche e si coordina con le norme statali sui contratti, sulle locazioni brevi, sulla pubblica sicurezza, sul CIN e sugli obblighi fiscali.

Gli immobili o le porzioni di immobile destinati a locazione turistica devono avere i requisiti strutturali e igienico-sanitari delle civili abitazioni e rispettare le condizioni di sicurezza e salubrità degli edifici e degli impianti.

Distinzione essenziale. La semplice locazione turistica non coincide con una casa e appartamenti per vacanze, un affittacamere o un B&B. Le strutture ricettive sono soggette a una disciplina diversa e possono offrire servizi tipici dell'ospitalità organizzata.

Locazione turistica non imprenditoriale in Toscana: differenze rispetto all’impresa

La qualificazione dell'attività non dipende soltanto dal nome usato negli annunci. Devono essere valutati il numero degli immobili, l'organizzazione dei mezzi, la continuità dell'attività, i servizi offerti e le presunzioni previste dalla normativa nazionale.

Quando il proprietario può operare senza partita IVA?

La locazione turistica in forma non imprenditoriale riguarda la concessione in godimento di un immobile abitativo, o di una sua porzione, senza un’organizzazione e servizi tali da configurare un’attività d’impresa o una struttura ricettiva. La qualificazione deve essere verificata nel caso concreto: non è sufficiente dichiararsi «privato» nell’annuncio.

La gestione diretta delle prenotazioni e l’utilizzo di portali online non rendono, da soli, imprenditoriale la locazione. Occorre invece valutare complessivamente l’organizzazione dell’attività, i servizi effettivamente resi e la disciplina nazionale e regionale applicabile.

Attenzione ai servizi. La fornitura iniziale di biancheria e la pulizia dei locali, nei limiti previsti dalla disciplina delle locazioni brevi, non equivalgono automaticamente a un servizio ricettivo. Colazione, somministrazione di alimenti e pulizie durante il soggiorno possono invece richiedere un diverso inquadramento.
AspettoNon imprenditorialeImprenditoriale
AvvioComunicazione telematica al SUAP competente.SCIA al SUAP, oltre agli ulteriori adempimenti d'impresa.
ServiziDevono restare compatibili con la mera locazione.L'organizzazione professionale e i servizi possono assumere rilievo imprenditoriale.
Fisco e previdenzaRegime da valutare secondo la normativa nazionale applicabile.Partita IVA, iscrizioni e contabilità secondo il concreto modello organizzativo.
Codice CINObbligatorio.Obbligatorio.
Attenzione alle denominazioni. Per una mera locazione turistica è prudente evitare espressioni riservate o tipiche delle strutture ricettive, come “B&B”, “affittacamere”, “residence” o “casa vacanze”, quando non si possiede il relativo titolo abilitativo.

Locazione breve di singole camere nello stesso appartamento

Una locazione turistica può riguardare anche una porzione di un’abitazione, come una camera con uso condiviso di ingresso, cucina o bagno. In linea generale, camere diverse della stessa unità immobiliare possono essere oggetto di contratti autonomi con conduttori differenti, anche per periodi parzialmente coincidenti, purché ogni rapporto sia effettivamente distinto.

La circostanza che il proprietario mantenga la residenza anagrafica nell’immobile non impedisce, di per sé, la locazione di una parte dell’abitazione. La residenza, tuttavia, non esonera dagli obblighi amministrativi, di pubblica sicurezza, statistici, fiscali e dagli eventuali limiti comunali applicabili.

Un appartamento, più contratti. Ai fini della presunzione legale nazionale collegata al numero di appartamenti destinati a locazione breve, il parametro è il numero delle unità immobiliari e non, di per sé, quello delle camere o dei contratti. La pluralità delle locazioni non esclude comunque che, per l’organizzazione concreta o per i servizi offerti, l’attività possa assumere carattere imprenditoriale o ricettivo.

Che cosa specificare nei contratti?

  • La camera concessa in uso esclusivo e gli spazi condivisi.
  • La durata, il corrispettivo e l’identità di ciascun conduttore.
  • Le modalità di utilizzo delle parti comuni e le regole di convivenza.
  • Gli eventuali servizi inclusi, evitando prestazioni tipiche di una struttura ricettiva non autorizzata.
Verifica territoriale necessaria. Prima di pubblicizzare camere separate occorre controllare la disciplina regionale toscana vigente, le procedure del SUAP e gli eventuali regolamenti comunali, in particolare se l’immobile si trova in aree soggette a limitazioni. La possibilità civilistica di locare porzioni non sostituisce queste verifiche.

Comunicazione al SUAP e SCIA

Nel testo regionale vigente, chi esercita una locazione turistica in forma non imprenditoriale deve effettuare la comunicazione telematica al SUAP competente per territorio, contestualmente all'inizio dell'attività locativa. Devono inoltre essere comunicate le variazioni, la sospensione e la cessazione nei termini previsti dalla legge regionale.

Per la forma imprenditoriale trova applicazione la SCIA, prevista anche dalla disciplina nazionale per l'avvio delle locazioni brevi o turistiche esercitate in forma imprenditoriale.

Individua il SUAPVerifica il portale del Comune in cui si trova l'alloggio e la procedura telematica applicabile.
Qualifica correttamente l'attivitàStabilisci, con il supporto del consulente, se ricorrono i presupposti della forma imprenditoriale.
Trasmetti comunicazione o SCIACompila i dati dell'immobile, del locatore e dell'attività secondo la modulistica vigente.
Aggiorna le variazioniComunica tempestivamente modifiche, sospensione o cessazione.

Possibili criteri e limiti comunali

L'articolo 59 della L.R. Toscana 61/2024 consente ai Comuni individuati dalla norma regionale di disciplinare, con regolamento, specifiche zone o aree nelle quali applicare criteri e limiti alle locazioni brevi. Le misure devono rispettare i principi di stretta necessità, proporzionalità e non discriminazione.

La disciplina regionale contempla anche un sistema autorizzatorio nelle aree interessate dal regolamento comunale, con regole specifiche, possibili contingenti e durata dell'autorizzazione. Restano da verificare le eccezioni previste per la locazione di porzioni dell'abitazione di residenza o domicilio.

Firenze e altri Comuni. Prima di pubblicare l'annuncio occorre controllare sempre il regolamento comunale, le regole urbanistiche, l'eventuale autorizzazione locale e la disciplina transitoria applicabile.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 186 del 2025, ha respinto le principali censure rivolte all'articolo 59, confermando l'impianto regionale nei limiti precisati dalla pronuncia.

CIN, BDSR e requisiti di sicurezza

Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) è richiesto attraverso la Banca Dati Strutture Ricettive del Ministero del Turismo. Deve essere esposto all'esterno dello stabile, nel rispetto di eventuali vincoli, e indicato negli annunci ovunque pubblicati.

Il CIN non sostituisce la comunicazione o la SCIA al SUAP, né gli obblighi di pubblica sicurezza, statistici, tributari o comunali.

Sicurezza. Le unità destinate a locazione breve o turistica devono rispettare gli obblighi nazionali applicabili, inclusi i dispositivi di rilevazione di gas combustibili e monossido di carbonio e gli estintori portatili, secondo le condizioni e modalità stabilite dalla normativa vigente.

Accedi alla BDSR del Ministero del Turismo.

Comunicazione degli ospiti: Alloggiati Web

I dati delle persone alloggiate devono essere trasmessi alla Questura tramite il portale Alloggiati Web, nel rispetto dell'articolo 109 del TULPS e delle relative disposizioni attuative. Il termine ordinario è entro ventiquattro ore dall'arrivo; per soggiorni inferiori alle ventiquattro ore la comunicazione deve avvenire all'arrivo.

Le credenziali vengono rilasciate dalla Questura competente. Il portale non attribuisce il CIN e non sostituisce la comunicazione dei flussi turistici.

Portale Alloggiati Web.

Flussi turistici ISTAT in Toscana: comunicazione e scadenze

Chi esercita una locazione breve o turistica in Toscana, anche in forma non imprenditoriale, è tenuto a comunicare i dati relativi al movimento degli ospiti per finalità statistiche.

Registrazione giornaliera dei flussi

Ai sensi dell'articolo 72 della L.R. Toscana 61/2024, i dati relativi ai movimenti turistici devono essere registrati giornalmente mediante la procedura telematica prevista.

La rilevazione riguarda gli arrivi, le partenze e le presenze turistiche, secondo le informazioni richieste dal sistema statistico competente.

Comunicazione mensile e assenza di ospiti

Gli adempimenti statistici riguardano anche i periodi senza movimento turistico. Le modalità di compilazione e chiusura del calendario mensile devono essere verificate presso l'ufficio statistico territorialmente competente.

Attenzione alla scadenza mensile. Alcune istruzioni territoriali indicano il giorno 5 del mese successivo come termine di completamento del calendario. Prima di applicare tale scadenza, occorre verificare le indicazioni aggiornate del proprio ufficio statistico.

Quale piattaforma utilizzare?

La piattaforma e le modalità operative dipendono dal territorio e dalle indicazioni degli enti competenti. Per il territorio della Città Metropolitana di Firenze è utilizzato il sistema Turismo5.

Sanzioni per omessa comunicazione

Sanzione amministrativa. L'articolo 74, comma 4, della L.R. Toscana 61/2024 prevede una sanzione da 200 a 1.200 euro per le violazioni degli obblighi di comunicazione dei dati statistici.

La comunicazione dei flussi turistici è distinta dalla trasmissione dei dati degli ospiti alla Questura tramite Alloggiati Web e dagli adempimenti relativi all'imposta di soggiorno.

È consigliabile conservare le ricevute e le conferme delle comunicazioni effettuate, insieme alla documentazione amministrativa della locazione.

Regione Toscana – Informazioni ufficiali sulle locazioni turistiche

Imposta di soggiorno in Toscana: obblighi e scadenze

Quando il Comune ha istituito l'imposta di soggiorno, il locatore o il gestore deve rispettare le disposizioni comunali relative a riscossione, esenzioni, rendicontazione, riversamento e conservazione della documentazione.

Tariffe, periodi di applicazione, esenzioni e scadenze per i versamenti e le comunicazioni periodiche non sono uniformi in tutta la Toscana. Occorre quindi consultare il regolamento e il portale tributario del Comune in cui si trova l'alloggio.

Dichiarazione annuale: scadenza del 30 giugno

Scadenza nazionale. I soggetti obbligati devono presentare la dichiarazione annuale dell'imposta di soggiorno esclusivamente in via telematica entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di riferimento, salvo eventuali proroghe normative.

Esempio: per l'imposta di soggiorno relativa al 2026, la dichiarazione annuale deve essere presentata ordinariamente entro il 30 giugno 2027.

L'adempimento è previsto dall'articolo 4, comma 1-ter, del D.Lgs. 23/2011. La dichiarazione annuale ministeriale è distinta dalle rendicontazioni e dai versamenti periodici richiesti dai singoli Comuni.

Dichiarazione telematica dell'imposta di soggiorno – Ministero dell'Economia e delle Finanze ↗

Intermediari e portali. L'eventuale riscossione dell'imposta da parte di una piattaforma di prenotazione non elimina automaticamente tutti gli obblighi del locatore. Occorre verificare quali adempimenti restano a suo carico, tenendo conto della normativa applicabile e delle disposizioni del Comune.

Checklist operativa

AdempimentoCosa verificareEnte o portale
Qualificazione attivitàForma non imprenditoriale o imprenditoriale; servizi offerti; organizzazione.Consulente, SUAP, Camera di commercio.
AvvioComunicazione telematica oppure SCIA.SUAP competente per territorio.
Requisiti immobileAgibilità, impianti, requisiti igienico-sanitari, sicurezza.Comune, tecnici abilitati.
CINRichiesta, esposizione esterna e indicazione negli annunci.BDSR Ministero del Turismo.
OspitiAccreditamento e invio delle schedine.Questura – Alloggiati Web.
FlussiRegistrazione e trasmissione statistica, anche dei periodi senza movimento quando prevista.Piattaforma territoriale indicata.
Imposta di soggiornoTariffe, esenzioni, dichiarazioni e versamenti.Comune.
Regole localiLimiti territoriali, autorizzazioni, urbanistica, condominio.Comune e regolamenti applicabili.
FiscoContratti, imposte, ritenute, dichiarazione dei redditi, eventuale IVA.Commercialista o consulente fiscale.

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Domande frequenti sulle locazioni turistiche in Toscana

La comunicazione al SUAP è obbligatoria anche per un solo appartamento?
Sì. La disciplina regionale prevede la comunicazione telematica della locazione turistica non imprenditoriale al SUAP del Comune competente, anche quando riguarda un solo appartamento.
Qual è la differenza tra CIR e CIN in Toscana?
Il CIR è il codice identificativo regionale, mentre il CIN è il Codice Identificativo Nazionale rilasciato tramite la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo. Occorre rispettare gli obblighi applicabili a entrambi i codici.
Il CIN è obbligatorio anche per un solo appartamento?
Sì. Il CIN è obbligatorio anche per una singola unità immobiliare destinata a locazione turistica o breve. Deve essere esposto presso l'immobile e indicato negli annunci secondo la normativa vigente.
Il CIN sostituisce la comunicazione regionale?
No. Il CIN non sostituisce la comunicazione al SUAP, gli adempimenti regionali, la comunicazione degli ospiti tramite Alloggiati Web, le rilevazioni statistiche e gli eventuali obblighi comunali.
È obbligatorio comunicare gli ospiti tramite Alloggiati Web?
Sì. Anche chi concede un immobile in locazione turistica deve comunicare le generalità degli ospiti all'autorità di pubblica sicurezza tramite Alloggiati Web, secondo i termini e le modalità previsti dalla normativa nazionale.
Devo comunicare anche i flussi turistici ISTAT?
Sì. La normativa toscana prevede la rilevazione statistica dei movimenti turistici. Occorre seguire le istruzioni del sistema territorialmente competente, comprese quelle relative ai periodi senza movimento. Le scadenze operative devono essere verificate presso l'ente competente.
Quando scade la dichiarazione annuale dell'imposta di soggiorno?
Nei Comuni che hanno istituito l'imposta, i soggetti obbligati devono presentare la dichiarazione annuale ministeriale in via telematica entro il 30 giugno dell'anno successivo, salvo proroghe normative. Per l'anno d'imposta 2026, la scadenza ordinaria è il 30 giugno 2027. Restano distinti i versamenti e le rendicontazioni periodiche comunali.
Serve un contratto scritto per la locazione turistica?
È opportuno predisporre un contratto scritto che identifichi le parti, l'immobile, la durata, il corrispettivo e le condizioni della locazione. La registrazione segue le regole fiscali nazionali.

Consulta la guida al contratto di locazione turistica →

Posso offrire colazione e pulizie giornaliere?
L'offerta di servizi tipici delle strutture ricettive, come la colazione o le pulizie durante il soggiorno, può comportare una diversa qualificazione dell'attività. Occorre distinguere i servizi compatibili con la mera locazione da quelli propri dell'attività ricettiva.
Il Comune può vietare o limitare nuovi affitti brevi?
Nei casi previsti dalla normativa regionale, i Comuni interessati possono adottare regolamenti con criteri, limiti e specifiche condizioni per determinate zone. È quindi necessario verificare l'eventuale disciplina comunale vigente.

Serve una verifica sul tuo caso concreto?

La corretta qualificazione dell'attività e gli adempimenti dipendono dal Comune, dal numero degli immobili, dai servizi offerti e dal modello di gestione.

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